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Z z. Nella nostra parlata ha per lo più suono duro. Se si trova all’interno della parola, raddoppia: malazzionə (cattiva azione), vìzz(vizio), razzionə (orazione), clazziàunə (colazione), ecc.

zambenə sf. zanzara. Molto probabilmente il termine deriva da ciambə (zampa), come facilmente si deduce dai seguenti versi del poeta Giuseppe Gioacchino Belli: Be', se dirà zanzare pe le stampe; ma sso' zampane: eppoi, santa Lucia!, nun je le vedi lì ttante de zampe? = beh, si dirà zanzare nei testi stampati; ma sono zampane: e poi, santa Lucia!, non vedi lì che hanno tanto di zampe?

zambognə sf. zampogna (lat. volg. sumponia → symphonia). ♦ Arripə la zambognə pə quannə t’abbəsognə = conserva la zampogna per quando ti serve. La zampogna viene usata solo durante i periodi natalizi e va conservata per i natali successivi. Il detto invita a non dimenticare le attenzioni e i torti ricevuti e ad aspettare il momento opportuno per ricambiarli.

zambugnerə sm. zampognaro.

zanghèttə sm. furbetto di modesta statura (tardo lat. zàncam = stivaletto → gr. zànga = scarpa; pl. zanghittə). Probabilmente è diminutivo di zanca (gamba), quindi gambetta. Così Dante, Inferno, XXIV, 81: Volse la testa ov’elli avea le zanche.

zanzanarì, zanzanetə sf. senseria. Ad affare concluso al mediatore spetta una percentuale da parte sia del compratore sia del venditore.

zanzenə sm. sensale (tardo lat. sensarium ar. simsar = mediatore).

Zanzonə sopr. È un soprannome che trae origine dal nome del personaggio biblico dotato di grande forza, Sansone.  

zappafevə sm. zappafave. Piccolo aratro tirato dal mulo usato per arare un campo di fave.

zappatàurə sm. contadino.

zappaturiddə sm. contadinello. In senso metaforico ha il significato si rozzo, villano.

zappàunə sm. zappone (tardo lat. sappa + àunə). Zappa robusta, con lunga lama stretta e appuntita, usata per lavorare terreni particolarmente duri e sassosi.

zappə1 sf. zappa (tardo lat. sappa). ♦ Sanda Pəddònjə, tə dochə la zappa vècchjə e dammə la zappa novə = santa Apollonia, ti do la zappa vecchia e dammi la zappa nuova. Sorta di invocazione che i bambini dovevano rivolgere alla santa protettrice dei denti ogni volta che perdevano un dente deciduo buttandolo nel fuoco.

Zappə2 sopr. È un soprannome che significa Zappa.

zappè vb. zappare (tardo lat. sappa).

zappəluscè vb. zappettare. Sminuzzare il terreno in superficie mediante una zappetta per asportare le erbacce attivando così la respirazione delle radici delle piante.

zappetə sf. zappata.

zappoddə sf. zappetta. Piccola zappa a lama stretta. ♦ Jàgghjə e cəpoddə quandə ‘ngə chepə la zappoddə = aglio e cipolla quanto ci entra la zappetta. Vale a dire che agli e cipolle sono da piantare a brevissima distanza l’uno dall’altro, quanto è largo il taglio della zappetta.

Zappuddə1 sopr. È un soprannome che significa Marra, strumento a forma di zappa con ferro triangolare col quale i manovali rimescolano la calcina.

zappuddə2 sm. zappa per la calce, marra. Strumento dei muratori, simile a una zappa, con manico lungo, usato, prima che apparissero le betoniere, per impastare la malta. Si disponeva al suolo un mucchio di tufina, si aggiungeva della sabbia e si allargava formando una buca centrale in cui si poneva qualche palata di grassello di calce insieme a un po’ d’acqua. Con questo strumento si rimestava per bene fino ad ottenere la malta nella giusta consistenza. Con la pala, poi, si raccoglieva la malta in una caldarella a due manici (la calareddə) e a spalla si portava ai piani superiori dove i “mastri” la usavano per intonacare le pareti o per attaccare i conci o blocchi di tufo. Era un lavoro molto pesante; ma, grazie a Dio, ora ci sono le gru per il sollevamento dei materiali.

zappullinə sf. zappettina. ♦ Cə wè jènghjə la candinə, pìgghjə la zappə e la zappullinə = se vuoi riempire la cantina, prendi la zappa (per zappare il terreno) e la zappettina (per liberarlo dalle erbacce).

zaraffə sm. zaraffo, mediatore (ar. sarraf = cambiavalute). È colui il quale, pur non avendo le necessarie capacità professionali e tecniche, media in atti di compravendita di terreni o immobili.

zavallə sf. donnaccia.

zavorrə sf. zavorra (lat. saburram). Pietra minuta e frammenti vari adoperati in edilizia come riempimento.

Zavurràunə sopr. È un soprannome che significa Zavorrone, zavorra grossa.

zawurrè V. anzawurrè.

zàzzərə sf. capigliatura sporca e incolta (long. zàzera o zazza = ciocca di capelli, capigliatura folta). È usato anche nel senso generico di sporcizia, untume.

Zàzzərə (la) sopr. È un soprannome che significa La zazzera.

sm. zio (gr. theios = zio). Accompagnato dal nome che inizia con consonante: zə Frangischə, zə Vənginzə, zə mònəchə, zə prèvətə, zə cumbuerə, ecc.

zəbibbə sm. zibibbo (ar. zabib = uva passa).

zecchə1 sf. zecca (long. zekka). Parassita ematofago di molti animali e dell'uomo, a cui può trasmettere gravissime malattie.

zecchə2 sf. zecca, persona petulante (long. zekka).

zècchənə spl. fanghiglia (ar. sakan).

zəcchetə agg. preciso (ar. zikka = moneta, conio).

zəcchinə sm. zecchino (ar. zikka = moneta, conio). Antica moneta fiorentina. È usato di solito nel composto portazəcchinə (portamonete).

zə fattillə loc. zio raccogliteli. Parente contadino inesistente dalla cui campagna qualcuno, approfittando dell’assenza del reale proprietario, raccoglieva di nascosto un po’ di frutta. ♦ Daddau vènənə chissə bellə chəlumbrə, da forə də Zə Fattillə? = da dove provengono questi bei fioroni, dalla campagna di zio raccogliteli?

zəffunnə (a) loc. a dirotto (tardo lat. suffunnare = precipitare, subissare). Parola partenopea usata nella nota espressione: chiovə a zzəffunnə = piove a dirotto.

zəfonə sm. sifone (gr. sìphon = tubo).

zəgnareddə sf. zingarella (pl. zəgnarerrə). Ha anche il senso ragazza un po’ troppo vivace.

zəgnaremə spl. sguaiataggine.

zəgnariddə sm. zingarello. 

zègnərə sm. zingaro (gr. [a]tsìnganoi = nome di una tribú dell'Asia Minore).

zəjànəmə V. azzəjànəmə.

zəjànətə V. azzəjàndə.

zəjareddə sf. nastrino, fettuccia di stoffa (ar. zahara = funicella).

Zəjellə np. Graziella.

zəjenə smf. zio/a (gr. thèjos = zio, theia = zia).

zəmafrə sm. semaforo (fr. sémaphore → gr. sema = segno + phoreo = porto).

zəmarrə sf. zimarra (sp. zamàrra = pellicciotto da pastore). Veste sacerdotale nonché sopravveste maschile lunga, larga, logora, con un’idea di miseria e squallore.

zembrə sm. caprone (gr. kìmaros). Maschio della capra. In senso metaforico indica una persona barbuta, incolta, non pulita.

zenefrə sf. cornice per tende (sp. cenefa = bordo → ar. sanifa = balza). Struttura rigida in legno usata solitamente come decorazione della parte alta di una tenda di arredamento, o per coprire l'arricciatura o la pieghettatura della stessa.

zənghè vb. zincare (fr. zinguer).

zənghetə agg. zincato.

zennə sf. ammiccamento, occhiolino (lat. cinnum = batter di ciglio). ♦ ‘Ng’è ffattə na zennə chə ll’ècchjə = le ha fatto l’occhiolino.

zənurrə sm. persona rozza, scostante, scorbutica.

Zenzəlajarsə sopr. Zenzoloarso: cencio arso.

zənzəlàusə sf. cenciosa.

zènzələ1 sm. cencio (gr. tzantzalòn = cenci). In senso metaforico indica una persona di poco conto.

zènzələ2 sf. pene degli animali.

zənzəlècchjə sm. frugoletta.

zənzəlìcchjə1 sm. frugoletto. Per traslato indica il pene dei bambini.

Zənzəlìcchjə2 sopr. È un soprannome che significa Frugoletto o Pene piccolo.

zənzəlusə sm. cencioso.

zeppə1 sf. omento, zirbo (lat. volg. zi[r]bum). Pronunciare con la e aperta. Più noto localmente come zeppa. Sottile membrana che riveste le pareti della cavità addominale usata dai macellai per avvolgere pezzettini di fegato di maiale e farne involtini.

zeppə2 agg. zoppo (lat. volg. tsoppum). Pronunciare con la e chiusa.

zèppələ sf. zeppola (tardo lat. zippula = dolce di pasta e miele).

zèppərə spl.fascina di legna da ardere.

zurrəzərrə sm. bisbiglio (sp. zurrir).

zətazzə sm. setaccio per calce e malta (tardo lat. saetacium).

zətoddə sm. fidanzatina.

zətellə sf. setaccio per farina (lat. saetam = setola, crine o gr. setho = setaccio). Utensile formato da una rete fitta di fili metallici tesa su un cerchio di legno, è adoperato per separare le parti più fini della farina da quelle più dense.

zətəllerə sm. stacciaio. Artigiano ambulante che vendeva e riparava i zətellə, strumento per setacciare la farina che conteneva spesso impurità a causa della non perfetta molitura del grano.

zətuddə sm. fidanzatino.

zəzì1 sm. zio (tardo lat. thium → gr. theios). Non è seguito dal nome proprio ed è usato al vocativo. ♦ È vənutə zəzì = è venuto lo zio || Zəzì, comə tə sində? = zio, come stai?

zəzì2 sm. pappo. Estremità piumosa di cui sono forniti i frutti o i semi di alcune piante e che ne favorisce la disseminazione per mezzo del vento.

zəzù sm. cane. Termine usato per i bambini.

zəzzàusə sf. sporcacciona.  

zəzzusə V. zuzzusə.  

zi sm. zio (tardo lat. thium → gr. theios). Seguito dal nome proprio che inizia per vocale: zi Andonnə, Zi Andrè, ecc.

zià sf. zia seguito dal nome proprio: zià Marì, zià Jannə, ecc. (tardo lat. thia → gr. theia).  

zìgnərə sf. zingara (gr. [a]thìnganos = intoccabile; pl. zègnərə).

zinghə sm. zinco (ted. zink).

zinnəzinnə spl. cimbalo, piatto musicale.

zippə sm. fuscello sfrondato, rametto (long. zeppa o zippil = estremità a punta; pl. zèppərə). ♦ Addau arrivə chjandə u zippə = dove arrivi pianta il rametto. Era consuetudine, alla fine della giornata lavorativa, lasciare infilato un bastoncino nel terreno per indicare il punto da cui bisognava riprendere il lavoro. Oggi l’espressione significa impegnarsi a fare qualcosa fin dove è possibile.

zippə ‘mmocchə1 loc. acqua in bocca. Lett.: rametto in bocca.

Zippə ‘mmocchə2 sopr. È un soprannome che significa Cicca in bocca. Era un signore che andava in giro sempre con la cicca della sigaretta tra le labbra.

zirrə sm. bidone per olio (ar. zir = grande giara).

zitə1 smf. fidanzato/a, sposo/a (lat. volg. zitum; pl. zètərə). ♦ U zitə jè ccomə o piattə: junə sə rombə e l’altə s’accattə = lo sposo e come il piatto: se si rompe se ne compre un altro. Il senso è quello di non drammatizzare se finisce una relazione importante, se ne può iniziare sempre un’altra.

zitə2 sf. festa di matrimonio. ♦ Asimə stetə ‘mbətetə alla zitə = siamo stati invitati alla festa di matrimonio.

zitə3 spl. ziti (lat. volg. zitum). Tipo di pasta alimentare secca, lunga e bucata (circa mezzo cm. di diametro) detta così forse perché si serviva nelle grandi occasioni come i pranzi nuziali.

zòcchənə1 sf. donna di facili costumi (lat. sorcula → soricem = sorcio).

zòcchənə2 sf. ratto (lat. volg. sorcula → soricem = sorcio). ♦ Nan bescə nuddə ca s’abbruscə u pagghjerə, abbastə ca mòrənə i zocchənə = non importa che si brucia il pagliaio, purchè muoiano i ratti. È la magra consolazione di chi, pur di raggiungere il proprio scopo, non tiene conto dei gravi danni che causa.

zòcchələ sf. zoccolo (lat. volg. socculum = sandalo leggero). Calzatura che può essere completamente in legno o avere la suola in legno e la tomaia di cuoio o tessuto.

zoccolettə sf. zoccoletto (lat. volg. socculum = sandalo leggero; pl. zoccolittə).

zoppə agg. zoppa (lat. volg. tsoppum).

zuarrə (alla) loc. alla zuava, alla maniera degli zuavi (ar. zwawa).

zuccarinə agg. zuccherino.

zùcchərə sm. zucchero (ar. sukkar).    

zucculaturə sf. zoccolatura. Motivo decorativo svolto, per lo più in funzione protettiva, nella parte inferiore di una parete.

zuccunàunə sf. puttanona, zoccolona.

zuccuneddə1 sf. puttanella.

Zuccuneddə2 sopr. È un soprannome che significa Puttanella.

zuffəjettə1 sm. coperchietto.

Zuffəjettə2 sopr.  Soprannome che significa Soffietto.

zulù sm. uomo rozzo, grossolano come i selvaggi dell'Africa. Termine derivante dall'epoca coloniale fascista e razzista.

zumbafussə sm. saltafossi. Persona poco affidabile perchè passa da un’attività all’altra, da un padrone all’altro.

zumbə sm. salto (pl. zòmbərə).

zumbuannə zumbuannə loc. saltelloni. ♦ Caminə zumbuannə zumbuannə comə ə passarerrə = cammina saltelloni come i passeri.

zumbuè1 vb. omettere, saltare (lat. volg. jumpare). ♦ Pəccè a zumbuetə chessa bbaggənə = perché hai saltato questa pagina?

zumbuè2 vb. saltare, fare un salto (lat. volg. jumpare).

zumbuettə sm. saltello.

zummə avv. bum. Quannə discə zummə, jè zummə = quando dice bum, è bum. Locuzione onomatopeica da uno strumento che ripete lo stesso suono. L’espressione indica chi è testardo, irremovibile.

zummə (e) int. ancora!, e dalli! Espressione di fastidio per una persona insistente.

zuppucuè vb. zoppicare.

zuppuirrə sf. zuppiera  (got. suppa = fetta di pane inzuppata).

zuppureddə sf. zuppierina. Nella zuppureddə du luwetə vi si metteva  u luwetə a ‘ndrəvè (il lievito a lievitare).

zurlə sf. feccia. Fondo di qualsiasi sostanza: caffé, vino, olio, o altro.

zuzù V. zəzù.

zuzzàusə V. zəzzàusə. 

zuzzusə sm. sporcaccione.

zzè! onom. zè. Voce per allontanare cani; si usa pure per le persone.