Dialetto-Italiano  A   B   C   D   E   F   G   H   I   J    L   M   N   O   P   Q   R   S   T   U   V   W   Z

Italiano-Dialetto  A   B   C   D   E   F   G   H   I   L   M   N   O   P   Q   R   S   T   U   V   W   Z
 

                                                              ***

U u. Articolo determinativo maschile singolare.

uaccherə V. vaccherə.

uacilə1 sm. catino (tardo lat. bacile). Recipiente di forma circolare di metallo, usato in modo particolare per lavarsi, che poggiava di solito su un apposito sostegno, u puedə du wacilə (il piede del catino).  

uacilə2 sm. palazzo dell’acquedotto pugliese. Fu realizzato negli anni '30 del Novecento. La linea compositiva di questo edificio, che è anche sede di un serbatoio pensile per l'accumulo delle acque, si ispira allo stile romanico pugliese. Il rivestimento architettonico ne rende più imponente l’aspetto e ne sottolinea l'importanza se confrontato alle costruzioni circostanti.

uadagnè vb. guadagnare (long. waidanjan = pascolare).

uadagnə sm. guadagno.

uaddàunə sm. grande canale d’acqua (lat. vadum = passaggio).

uadè vb. godere (lat. gaudere). ♦ Cə junə nan morə, l’altə nan uedə = se uno non muore, l’altro non gode. Ricorda il detto latino: Mors tua vita mea = la tua morte è vita per me.

uàgljə sm. vaglia postale (lat. valea[t] = valga → valere).

uagliò int. ragazzo (tardo lat. galionem = giovane mozzo, servo sulle galee).

uagnariddə sm. mento (gr. ganathos = mascella, ganascia o germ. wango = guancia).

uagnàunə sm. ragazzo, adolescente (pl. uagnunə). La Treccani on line recita: “Di etimo incerto, forse di origine onomatopeica, o forse dal lat. ganeo -onis = crapulone, frequentatore di postriboli”.  Altri lo fanno derivare dal greco gala -gàlaktos = latte, quindi, ragazzino che ha ancora bisogno del latte. ♦ Uagnunə retə! = ragazzi dietro! Gridavano così, divertendosi, i ragazzini per dire al carrettiere che c’era qualcuno arrampicato sulla parte posteriore del carro.

uagnə sm. bagno delle pecore (lat. volg. banio). Prima della tosatura si portavano le pecore o uagnə presso una sorgente d’acqua per lavarle.

uagneddə sf. ragazza. Uagneddə era il tipico termine col quale il marito appellava la moglie.

uagnuddozzə sf. giovincella, ragazzina.

uagnudduzzə sm. giovincello, ragazzino.

uagnunastrə sm. giovinastro.

uagnunemə sf. ragazzaglia. Gruppo di ragazzi chiassosi, turbolenti, irrispettosi.

uagnunetə sf. ragazzata.

uagnungeddə sf. ragazzina.

uagnungiddə sm. giovincello, ragazzino (pl. uagnungerrə).

uàirə sf. borea, tramontana (gr. borèas o ar. boor = neve).

uajaccə sm. guaiaccio.

uajardə sm. barella per letame (fr. bayard = lettiga). Tavola rettangolare con stanghe per il trasporto a mano del letame durante lo svuotamento delle stalle.

ualanì sf. gualania. Era un locale della masseria dove i  ualenә tenevano le loro cose, si preparavano da mangiare e si riposavano.

ualanìcchjə sm. gualanello. Con questo termine si designavano ragazzi oltremodo poveri, costretti dalla più tenera fanciullezza ad andare “a padrone” presso agricoltori più o meno benestanti a condizioni misere.

ualenə sm. gualano, bifolco (lat. [aeq]ualanus = mezzadro o accoppiatore di buoi; o bubalanus = guardiano di bufali o long. gualane = bifolco o provz. galan = giovane, garzone).  È l’addetto al governo del bestiame, e in particolare dei buoi.

ualzə sm. valzer (ted. walzen = girare, ballare girando).

ualzàunə sm. coperchio di pietra a forma di tronco di cono usata per la chiusura della bocca del pozzo.

uandə sm. guanto (germ. want).

uandetə sf. guardata, sguardo. ♦ Doppə na wandetə o giurnelə

sə vè rəpusescə = dopo una scorsa al giornale va a riposarsi.

uandirrə sf. elegante vassoio per servire i pasticcini o altro nei rinfreschi. Il termine deriva da uandə, guanto, perché in origine indicava un piatto raffinato in cui  deporre i guanti.

uanghə sm. banco (germ. bank = sedile di legno; pl. vànghərə).

uanghətiddə sm. panchetto piccolo, scanno di legno per bambini (pl. vangaterrə).

uapparì sf. spavalderia.

uappə V. uoppə.  

Uaragnàunə np. Garagnone. Narra una leggenda che Orlando, dopo aver distrutto Altamura perché ritenuta pagana, accortosi poi che la maggior parte, invece, era di fede cristiana, impazzì e a folle velocità si lanciò sulla roccia del Garagnone sferrando un potente fendente e morì.

uarallə sm. ghetta fatta con strisce di tela di sacco avvolte intorno alle gambe fin sotto alle ginocchia e terminanti con una strisciolina, capəssciolə, per legarle.

uarchə sm. varco (lat. var[i]cum = dalle gambe lunghe).

uardapassə sm. guardapassi. In alcuni paesini nel sud del Lazio ma soprattutto in Molise e Basilicata, tutti conoscono e quasi tutti credono alla storia del “guardapassi” o “settepassi”: una specie pericolosissima di vipera che ti osserva camminare (da qui il nome di guarda passi) per poi aggredirti all’improvviso. Il suo veleno è così letale da lasciar compiere, dopo il morso, non più di sette passi alla vittima sprovvista di siero. ♦ U uardapassə addau t’arrivə, ddè tə lassə = il guardapassi dove ti raggiunge, là ti lascia.

uardəjenə sm. guardiano (lat. guardianum).

uardiacambestrə sf. guardia campestre.

uardiacaccə sm. guardacaccia.

uardianì sf. guardiania. Servizio di custodia e sorveglianza.

uàrdjə sm. guardia, vigile urbano (got. wardja).

uàrdjə mungəpelə loc. guardia, vigile municipale.

uardungiddə sm. guàrdolo. Striscia di cuoio tra la suola e la tomaia di una scarpa che serve da rinforzo.

uarəcchjonə sm. verricello, argano per tendere la fune di carichi di covoni.

uarəggionə sf. guarigione.

uarəvirrə sm. barbiere (lat. barba + ier). ♦ U warəvirrə tə fescə bellə, u muirrə tə fescə wappə, la fèmənə tə fescə fessə = il barbiere ti fa bello, il vino ti fa guappo, la donna ti fa fesso. ~ Il barbiere, insieme al sarto, era un mestiere cosiddetto pulitə. Era una persona che aveva una certa cultura, sapeva pure di medicina ed era molto considerato dai clienti perché aggiornato su vari avvenimenti. La sua bottega era una specie di centro culturale dove si discuteva un po’ di tutto. All’anno nuovo era consuetudine regalare ai clienti un calendarietto profumato un po’ osè da portare nel portafogli. Pochi erano gli arnesi di lavoro: la fuercə (le forbici), u puèttənə (il pettine), u rasulə (il rasoio), u sapàunə e u punniddə pə la varvə (il sapone e il pennello per la barba), la brəllandinə (la brillantina), la seggə c’aggirə (la sedia girevole), l’acquə də colòniə (l’acqua di colonia), la cìprjə (la cipria), la machənettə di capiddə (il tagliacapelli), la strappə (la coramella, cioè, la striscia di cuoio per rendere più efficiente il filo del rasoio) e poco altro.

uarì vb. guarire (got. warjan = difendere).

uarmənderə sm. sellaio. Fino al 1950 poche famiglie potevano permettersi il lusso di avere un’automobile e le strade di Altamura erano piene di carri. Il carro, dunque, risultava essere ancora il mezzo di trasporto più diffuso e poiché questo era trainato da muli o da cavalli, c’era molta richiesta dell’opera del sellaio che provvedeva a creare i finimenti necessari per collegare l’animale al carro. Eccone alcuni: la bardella (la vardeddə), l’imbraca (la vrechə), la cavezza (la capezzə), il collare (u cudderə), il pettorale (u puttərrelə), la museruola (la musaràulə), il paraocchi (l’acchiùtələ), il sottopancia (u sottapanzə), la serretta (la sərrettə), le redini o briglie (i rètənə), il basto (u mmastə), la sella (la seddə), la sonagliera (la sənagghjerə), la frusta (u scurriscə) e poco altro.  

uarnəmində spl. finimenti (lat. armamenta = accessori vari, equipaggiamenti).

uarnəzzionə sf. guarnizione (fr. garnison [?]).

uarnì vb. guarnire (long. warnjan = preparare).

uarràunə sm. barra (sp. vara = pertica, stanga). Asse di legno molto spessa, più lunga di circa 10/20 cm rispetto al vano porta o portone d'ingresso, che veniva messa dietro alla porta stessa, con le estremità che trovavano alloggiamento su due buche laterali a ridosso degli stipiti.

uarrəlerə sm. asino portabarili.

uarrilə sm. barile (tardo lat. barillum).

uasarsə vb. baciarsi (lat. basiare).

uascezzə sf. gaiezza (tardo lat. gauditia → gaudium =gioia ). Momento di allegria più o meno organizzato, condiviso con un gruppo di persone di solito amiche. ♦ Uascezzə də chjazzə e trùvələ də chesə = allegro con gli amici e scorbutico in casa. La solita lamentela nei confronti dei mariti espressa dalle mogli che li preferirebbero più in casa che in giro con gli amici.

uasè vb. baciare (lat. basiare).

uasiddə sm. bacetto (pl. uaserrə).

Uasscindonnə sm. Washington. Oltre che capitale degli Stati Uniti, indica anche una varietà di arancia senza semi.

uastafestə smf. guastafeste.

uastaggiustə sm. rabberciatore. Lett.: guasta aggiusta. Solitamente preceduto dalla parola mestə (mastro), è chi svolge lavori in maniera inadeguata ed imperfetta anche per l’utilizzo di pezzi di altri oggetti simili.  

uastaməstirrə sm. guastamestieri. È colui che per incapacità o concorrenza sleale danneggia il lavoro o l’attività di altri.

uastaportə sm. guastaporte. Falegname poco bravo o di lavoretti di poco conto.

uastardə sm. architrave (tardo lat. bastare = sostenere).

uastascechə sm. rompiscatole. Lett: guasta giochi.

uastè vb. guastare (lat. vastare = devastare). ♦ La mortə a ci uastə e a ci aggiustə = la morte chi guasta e chi aggiusta. La morte di una persona lascia dei vuoti, ma risolve anche alcuni problemi.

uastə sm. guasto.

uastesə V. vastesə.  

uastetə agg. guasto (lat. vastatum).

uattàgghjə sm. battaglio, batacchio, picchiotto (lat. volg. battuaculum = batacchio → battuere = battere).

uattənerə sf. moglie del lattoniere. Metaforicamente indica una donna di poco conto.

uattənirrə sm. lattoniere.

uattәnnellә spl. scempiaggini, parole inconsistenti. ♦ Discə ttanda wattənnellə ca nan zə capəsscə nuddə = dice tante chiacchiere senza significato che non si capisce nulla.

uattəwattə avv. quatto quatto, zitto zitto (lat. coactum coactum = raccolto). ♦ Sə stàjə wattəwattə e səndàj tuttə = se ne stava quatto quatto ascoltando tutto.

uawà sm. borioso. Detto di persona che mostra di essere coraggiosa solo a parole.

uddə suff. ino. Suffisso per la formazione di diminutivi maschili: nasuddə, pududdə, vrazzuddə, ecc.

1 sm. guaio, acciacco (got. wai). Cə morə sə nə vé, də cə rumuannə sondə i wé = chi muore se ne va di chi rimane sono i guai. || Ja wè də nottə = che guaio di notte. Espressione rivolta a chi è incompetente o ha combinato qualche guaio che è più grave se avviene di notte. || Sondə i wè də la vəcchjemə = sono gli acciacchi della vecchiaia.

2 int. ehi.

3 vb. vuoi. Seconda persona del presente indicativo di vulè, volere.

uècchjə sm. vecchio (tardo lat. veclum; pl. vìcchjə). ♦ Cə u wècchjə s’arrucurdàjə u munnə su, dəciàjə o ggiòvənə: fè ciacchə wè tu = se il vecchio ricordasse il suo mondo passato, direbbe al giovane: fai ciò che vuoi tu.

uedə sm. passaggio, ingresso dell’aia o altri recinti (lat.vadum = passaggio).

uèffələ sm. sorso. La quantità di liquido che può stare in bocca (ted. muffel = muso).

Uegghjədolcə sopr. Soprannome che significa Olio dolce.

uellà int. eilà (fr. voilà).

Ueluccə np. Ueluccio. Diminutivo di Manuwelə: Emanuele.

uelə sm. velo (lat. velum).

ueltə e ggirə loc. gira e rigira, in un modo o nell’altro. ♦ Ueltə e ggirə stemə sembə o pundə də partenzə = gira e rigira siamo sempre al punto di partenza.   

ueltə e səbbueltə loc. volta e rivolta. Locuzione usata per indicare pasta condita con salsa di pomodori freschi e senza formaggio. ♦ A menzadì sò ffattə do maccarunə weltə e səbbueltə = per mezzogiorno ho preparato maccheroni volta e rivolta.

uercə1 smf. guercio, strabico (sp. ant. guercho).

uercə2 sf. quercia (lat. quercea → quercus = quercia).

uermə V. vermə.

uerrə1 sf. guerra (germ. werra = mischia). ♦ Sciucuemə a la werrə = giochiamo alla guerra. Gioco diffuso fra ragazzini di diversi quartieri che, armati di spade di legno e bastoni, si davano battaglia. || Fescə u fuessə pə nan gì a la werrə = finge di essere cretino per non andare in guerra. Generalmente fannulloni che si adoperano falsamente per evitare coinvolgimenti onerosi e dovuti. Ricorda l’espediente escogitato da Ulisse che, fingendosi pazzo per non partecipare alla guerra, si fece trovare mentre arava e seminava sale. Ma la sua macchinazione fu ben presto smascherata e dovette arruolarsi nella spedizione contro i troiani.

uerrə2 sm. verro (lat. verrem). Maschio del maiale adibito alla riproduzione.

uesapitə sm. tribolo. Lett.: baciapiedi.  È una pianta erbacea dai fiori gialli e frutti spinosi che punge i piedi di coloro che vi camminano sopra scalzi; questo spiega l’origine del nome.

uèschəvə sm. vescovo (lat. episcopum → gr. epìskopos = sorvegliante).

uesə sm. bacio (lat. basium; pl. uàsərə). ♦ Uàsərə e pìzzəchə nan fàscənə pərtusə = baci e pizzichi non fanno pertugio. Sono gesti affettuosi che non fanno danni.

uesə a pəzzəchiddə loc. bacio a pizzicotto.

uestə agg. e pron. vostro (pl. vostə). Pronunciare con la e chiusa. Aggettivo e pronome possessivo. Si ricordi che l’aggettivo possessivo segue sempre il nome a cui si riferisce. ♦ Volə tanda mazzetə cuddə cumbuagnə westə = merita tante botte quel vostro amico.

uettə agg. otto (lat. octo; pl. uittə). Per indicare l’orario si usa jottə. So ggè i jottə: u trenə partə e jottə e trendacinghə =  sono già le otto: il treno parte alle 8:35.

uettəcində agg. ottocento.

ufə sf. uva. ♦ È pərdutə l’ufə e l’àscənə = ha perso uva e acini. Infatti a volte, per salvare tutto, si perde tutto.

uffə (a) loc. a sbafo.

uffiggə sm. ufficio (lat. officium = dovere, servigio).

uiccə sm. tacchino. Parola onomatopeica dal suono che emette

il tacchino.

uiccəwiccə1 sm. coniglio. Termine usato per i bambini.

Uiccəwiccə2  “Uiccəwiccə purtò la məggjerə pə dəstənònjə = Uiccəwiccə portò la moglie come testimone. Uiccəwiccə era un tizio che volle portare la moglie a testimoniare in suo favore ignorando che non si può produrre un parente a difesa delle proprie malefatte.

uicchjariddə V. vicchjariddə.

uìdəwə smf. vedovo/a (lat. viduum). ♦ Cə vacandì nan d’àgghjə, wìdəwə t’aspettə = se non ti ho da nubile, ti aspetto da vedova. Così dice l’innamorato all’amata, disposto ad aspettarla anche fino a quando sarà vedova.

uində sm. vento (lat.ventum). ♦ Cuddə mo jè chə ttàjə e mo jè cu wində = quello ora è con te ed ora col vento. Detto di una persona che, volubile come il vento, non mantiene fede a quanto promesso. || Vè comə la cannelə ‘ngann’a vvində = va come una candela contro vento. Indica una persona che cammina barcollando simile alla fiammella di una candela al vento.

uìnələ sm. arcolaio (ant. ted. winde → winden = avvolgere).

uìnghələ V. vìnghələ.  

uirnə V. virnə.  

uìsscələ sm. doccione, grondaia (tardo lat. viscidum = viscido, scivoloso [?]). È il canale che porta giù dal tetto le acque pluviali.

uìschjə1 sm. whisky.

uìschjə2 sm. vischio.

uistə sm. visto. Atto con il quale un'autorità verifica e approva l'atto di un'altra autorità di grado inferiore; per estensione è la firma o sigla che attesta tale atto. ♦ Chessa cartə velə sckittə cə stè u wistə du sìnəchə = questo documento è valiso solo se c’è il visto del sindaco. sm. visto. || Manghə angorə u wistə sobbə o passaportə = manca ancora il visto sul passaporto.

uitrə V. vitrə.  

uìttələ1 sm. stelo di paglia (pl. vèttələ).

uìttələ2 sm.  bruscolo. Pezzetto minutissimo di polvere, di legno, di paglia che dà fastidio agli occhi.

uìzzjə V. vìzzjə.

ulmə sm. olmo (lat. ulmum).

umədətè V. jumədətè.  

ùmətə V. jùmətə2. umido, umidità (lat. humidus). ♦ Jè assè l’ùmətə jind’o buagnə = è troppo l’umido nel bagno.

ungənetə sf. legnata. Colpo dato con l’uncino.

unginə sm. uncino (lat. uncinum; pl. ‘ngegnərə). è il tipico bastone del pastore.

uoccapertə sf. distratta, pettegola (lat. bucca aperta). Indica anche chi parla troppo e diffonde notizie riservate. ♦ Cheddə jè na woccapertə, nan gə dəcennə nuddə = quella ha la parola facile,  non dirle nulla.

uoccapirtə sm. distratto, pettegolo. È chi non sa tenere un segreto ed anche chi parla ad alta voce. ♦ Uè woccapirtə, awandə a ciacchə fè = ehi sbadato, attento a ciò che fai.

uocchə sf. bocca (lat. bucca). ♦ La wocchə du furnə sə potə achjutə, nàunə cheddə də l’aggendə = si può chiudere la bocca del forno, ma non quella della gente. Si racconta che un contadino, tornando a piedi col figlioletto e l’immancabile asino, incontrasse, cammin facendo, diversi conoscenti che, dopo averlo salutato, facessero, sottovoce, apprezzamenti poco gentili nei suoi confronti: è un cretino perché và a piedi mentre l’asino s’impoltronisce, oppure, con che coraggio lui va a cavallo e il povero bambino arranca a piedi, oppure, ma come si fa a far stancare tanto il povero animale con padre e figlio sopra lo stanco asinello, e così via. Anche se sottovoce, il buon contadino sentiva tutto e alla fine disse al bambino: “Vedi figlio mio, la bocca del forno si può chiudere ma non quello della gente”. || Mocchə a ‘mmàmətə = in bocca a tua madre. È un’imprecazione. || Cə pèchərə sə fescə, mocchə o lupə fərnesscə = chi si fa pecora, finisce in bocca al lupo.  

uòcchələ sf. chioccia (tardo lat. vlocca). Termine onomatopeico della gallina quando cova.

uoddə sf. bolla. Per vedere se un uovo è fecondato, lo si mette di fronte ad una luce, e se si nota alla parte finale dell'uovo una bolla di aria si dice che è n’və chə la woddə (un uovo con la bolla), cioè, è fecondato.

uogghjaddì int. Iddio non voglia. Lett.: Iddio voglia (sic!)

uogghjardì sf. bravata, goliardata (fr. ant. goliard → Goliath = Golia).

uògghjə1 sf. voglia, desiderio (tardo lat. volia).

uògghjə2 vb. voglio. Prima persona del presente di vulè = volere.

uofə V. uovə.

uoltabbandìrrə V. voltabbandìrrə.  

uoltafaccə V. voltafaccə.

uoltagiacchettə V. voltagiacchettə.  

uoltastòməchə V. voltastòməchə.  

uoltavitə V. voltavitə.    

uoltə  sm. volto (lat. vultum). ♦ Mə pəjescə cuddə nəpàutə: tenə sembə u woltə a rrisə = mi piace quel nipote: ha sempre un volto sorridente.

uombrə sm. vomere (lat. vomerem; pl. uembrə).

uòməchə sm. vomito (lat. volg. vomicum).

uoppə sm. spaccone, spavaldo, guappo (sp. guapo = coraggioso, smargiasso).

uoschə sm. bosco (lat. buscum o germ. busk = macchia; pl. ueskə).

uòtənə sm. bigoncia (gr. bòthinos o lat. botulum = budello;  pl. uètənə). È un recipiente di legno a forma di tronco di cono rovesciato usato per la vendemmia.

uottə sf. botte (tardo lat. buttis; pl. wuttə). ♦ Ci zappə vevə all’acquə, ci fottə vevə a la wottə = chi zappa beve acqua e chi fotte beve alla botte. Accade spesso a questo mondo che il cosiddetto furbo scansa la fatica e ottiene più di quanto meriterebbe.

uovə sm. bue (lat. bovem; pl. uevə). A wovə mazzə i potə la mòschələ = a bue magro dà fastidio la mosca.  Ai più deboli qualsiasi molestia dà fastidio. || Uova passcə e cambena sonə = il bue pascola e la campana suona. Vuol dire che a volte è meglio essere indifferenti come il bue verso la campana. sm. bue (lat. bovem; pl. uefə). || U uovə discə curnutə o ciuccə = il bue dice cornuto all’asino. Mai attribuire ad altri difetti che noi abbiamo in misura uguale o superiore.

urdənanzə sf. ordinanza.

ursə sm. orso (lat. ursum).

urtalìzziə sm. ortaggi.

urtə1 sm. slancio.Pəgghjè l’urtə = prendere lo slancio.

urtə2 sm. conato. ♦ Sò ‘vutə l’urtə du scittə = ho avuto un conato di vomito.

urtəlenə sm. ortolano (tardo lat. hortolanum).

usanzə V. ausanzə.

usə sm. consuetudine, usanza, abitudine (lat. usum). ♦ Tenə l’usə də farsə na tretə o səcarrə doppə mangetə = ha l’abitudine di fumare un sigaro dopo pranzo. || U sò ffattə all’usə nestə = l’ho fatto secondo le nostre usanze.

usè V. ausè.

usetə agg. usato.

usscəturə V. essaturə.

usscirrə sm. usciere (tardo lat. ustium = uscio).

ùtəmə agg. ultimo (lat. ultimum). ♦ All’ùtəmə amà ssendə i muertə = alla fine sentiremo i morti. I conti si fanno alla fine. || All’ùtəmə abbàllənə i fissə = per ultimi ballano i fessi.  

uttà int. forza. ♦ E uttà cavàlle mìje, uttà cavàlle, // uttà c’amà salìje la mundagnèlle = e forza cavallo mio, forza cavallo, // forza chè dobbiamo salire la montagnella. Da Paràule (U trajenìrre) di Maria Moramarco.

uvə V. ufə.

uzzə suff. uccio (lat. uceum). Suffisso diminutivo di sostantivi: martədduzzə (martelletto), uagnədduzzə (ragazzetto), purcədduzzə (porcellino), cunəgghjuzzə (coniglietto), anədduzzə (anellino), ecc.