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R r. Ad inizio di parola subisce la geminazione, dopo le particelle consuete: cə, chjù, nə, pə, sə, sò, trè : cə rràbbjə (che rabbia), fallə chjù rretə (fallo più indietro), nan è nə rricchə e manghə pauriddə (non è né ricco e neanche povero), pə rrasckè (per raschiare), sə rrannə (sei grande), sò rrappə də juvə (sono grappoli di uva), trè rrotə (tre ruote).

ràbbjə sf. rabbia (tardo lat. rabia).

rabbiusə agg. rabbioso.

racaneddə sf. telo pesante quadrato di canapa con ganci (lat. volg. racana + eddə gr. ràkinos = cencio). È usato principalmente per il trasporto della paglia. Diminutivo di ràchənə.

raccapəzzarsə vb. orientarsi, raccapezzarsi (lat. re-ad-capitiare = cercare il capo, il bandolo). Rendersi conto di qualcosa, orientarsi specialmente in frasi di senso negativo. ♦ ‘Mmenzə a tuttə chissə nuwətè na mmə raccapizzə cchjù =tra tutte queste novità non mi raccapezzo più.

ràcchətə sm. sputacchio, catarro espettorato (gr. roukèta = razzo).

raccoltə sf. raccolta (lat. recollectum). ♦ La semənə cə tresə accumunzəmə la raccoltə də l’alì = la prossima settimana cominciamo la raccolta delle olive. || Agguannə vè mazzə la raccoltə = è scarsa la raccolta quest’anno.

raccueltə sm. raccolto (lat. recollectum). È l’insieme dei prodotti raccolti in un certo periodo. ♦ U raccueltə du renə stè ttuttə ddò = il raccolto del grano è tutto qui.

raccumannè vb. raccomandare (provz. acomandar o lat. ad commendare = affidare).

raccumannetə1 agg. raccomandato, favorito, appoggiato, segnalato da raccomandazione. ♦ Cuddə nan è raccumannetə da nəssciunə = quello non è raccomandato da nessuno.

raccumannetə2 sf. raccomandata. Lettera di cui il gestore del servizio postale garantisce l’arrivo e la consegna. ♦ Uochə a pəgghjè na raccumannetə da la postə = vado a prendere una raccomandata dalla posta.

raccumannazzionə sf. raccomandazione.

raceppə sm. racimolo (sp. rechupar = succhiare di nuovo; pl. racioppə). Grappolo piccolo di uva, secondo frutto della vite.

ràchənə sf. telone per uso agricolo (lat. volg. racana → gr. ràkinos = cencio). È  di canapa ed è usato non solo per la raccolta di olive ed altro, ma anche per spandervi sopra cereali e legumi da asciugare. ♦ Volə abbugghjè u sàulə chə la ràchənə = vuole coprire il sole con una stuoia. Si dice di chi vuol fare cose impossibili. Ricorda l’episodio di Sant’Agostino e un angelo. Si racconta che il Vescovo Sant’Agostino mentre camminava sulla riva del mare immerso in profondi pensieri per approfondire o risolvere il grande mistero della Trinità, s’accorse che, a breve distanza da lui, v’era un bimbo, che, con una conchiglia, attingeva acqua dal mare e la trasportava in una piccola buca scavata nella sabbia. “Che fai bimbo?”, domandò Sant’Agostino. “Voglio svuotare il mare e metterlo in questa buca”, rispose il bambino. “Ma non vedi che è impossibile? Il mare è così grande e la buca così piccola!” “Vescovo Agostino, e come potrai tu, piccola creatura della terra, con la tua limitata intelligenza, comprendere un mistero così alto, quale è quello della SS. Trinità?” disse il bambino e, detto ciò, scomparve. Era un angelo del Cielo.

raciumulè vb. racimolare (lat. racemare = racimolare). Mettere insieme con fatica, raccogliendo da varie parti. ♦ Àgghjə raciumulete trəcind’èurə, ma nan abbàstənə = ho racimolato trecento euro ma non bastano.

raciuppuè vb. racimolare (sp. rechupar = succhiare di nuovo). Cogliere i racimoli rimasti sulle viti dopo la vendemmia.

raclè, raclenə sm. raglan. Modo di tagliare e confezionare le maniche, unite al busto con una cucitura diagonale. Il nome deriva da Lord Raglan, comandante inglese nella guerra di Crimea, 1853-1856.

raddə sm. seme d’acino d’uva (lat. granulum = granello; pl. ràddərə).

raddetə sm. raschietto per vomere dal manico lungo (lat. radentem = che rade, raschia [?]).

radduppiè vb. raddoppiare (tardo lat. “rad” duplare).

ràdjə sf. radio (lat. radium = raggio). Apparecchio atto a ricevere segnali trasmessi per mezzo di radioonde.

radiscə sf. radice (lat. radicem).

rafaniddə sm. ravanello (lat. raphan[us] + iddə; pl. rafanerrə).

raffənè vb. raffinare (fr. raffiner). Purificare prodotti grezzi con trattamenti chimici o fisici. Significa anche ingentilire.

raffənetə agg. raffinato.

ràffjə sf. rafia (lat. raphia). Palma dell'Africa orientale che fornisce fibre per lavori di intreccio (cestini, piccole borse, ecc.) o come elemento flessibile per legature in agraria. Il nome deriva dalla voce malgascia di questa palma e diffuso dai Francesi nel XIX secolo.

raffrəddarsə vb. raffreddarsi.

raffrəddè vb. raffreddare (tardo lat. refri[gi]dare).

raffrəddetə agg. raffreddato.

raffurzè vb. rafforzare (lat. re ad forzare = dare forza).

raggə sm. raggio (lat. radium).

ràgghjə sm. raglio.

ragghjè vb. ragliare (lat. volg. [b]rag[u]lare). ♦ E jè u ciuccə, e arràgghjə = persino l’asino raglia. Forma di rimprovero verso chi passando o entrando in casa non saluta.

raggionə sf. ragione (lat. rationem). ♦ La raggionə sə dè e fissə = la ragione si dà ai fessi. La persona intelligente, cui si dà subito ragione senza discutere prima, non può accettare e risponde, risentito, in quel modo.

raggiunamendə sm. ragionamento, chiacchierata, coversazione (fr. raisonnement, pl. raggiunamindǝ).

raggiunè vb. ragionare, conversare (fr. raisonner). ♦ Tu arraggiunə com’a nu giurnelə strazzetə = ragioni come un giornale strappato, cioè ciò che dici è poco chiaro, non ha un filo logico.

raggiunetə agg. ragionevole, sensato.

raggiunìvәlә agg. ragionevole.

ragnə sm. ragno (lat. araneum).

ràinə sf. sabbia, rena (lat. [a]rena).

rajottə (a) sf. in lite (sp. garrote = randello, bastone). ♦ Stonnə a rajottə = sono in contrasto, in lite. || A rajottə a rajottə, la pəsaturə è ccottə = alla lotta alla lotta, la trebbiatura è cotta. È la cantilena che si usava quando le spighe erano state ben trebbiate, la pəsaturə è ccottə. La parola lotta è presente solo per motivo di rima.

ralləndè vb. rallentare (contr. accələrè).

ramàgghjə sf. ramo (lat. ramalia = rami secchi). ♦ Tə stè ‘ppinnə a na ramàgghjə spəzzetə = ti stai appendendo ad un ramo spezzato. Si dice di persona che cerca un sostegno da chi non è in grado di darne.

ramastiddə sm. ramoscello, rametto.

rambə sf. rampa (fr. rampe).

rambəcandə sf. rampicante.

rambəcarsə vb. arrampicarsi (germ. hrampon).

rambəchè vb. arrampicare (germ. hrampon).

rambəscè vb. graffiare. S’awonnə arrambəscetə tuttə = si sono graffiati dappertutto.

rambugnè vb. rampognare, rimproverare aspramente (fr. ant. ramponer).

ramegnə sf. gramigna (lat. graminea = pieno di erba).

ramənè vb. impastare. Lavorare a lungo la pasta con le mani finchè diventa liscia ed omogenea. Il termine viene forse da rimenare, mescolare ripetutamente la pasta per amalgamare e rassodare l’impasto.

ràmənə sf. bastone curvo (gr. rymòs = timone o fr. remuer = dimenare, agitare). È usato per mescolare il latte cagliato.

ramerə1 sf. lamiera (sp. laminero → lat. lamina). Lastra metallica.

ramerə2 sf. spatola per la cagliata. Attrezzo dell’attività casearia in legno dotato di manico e corpo piatto e lungo che serviva per mescolare la cagliata fino al raggiungimento della forma voluta.

ramerə3 sf. tanica. Recipiente di latta.

ranawettə sm. rana (pl. ranawittə).

rànənə sf. grandine (lat. [g]ran[d]inem).

ranənè vb. grandinare (lat. [g]ran[d]inare).

ranənetə sf. grandinata.

ranerə sf. granata (lat. granatus → granum = chicco). Specie di scopa fatta con sterpi spinosi, sulufrizzə, per spazzare l’aia.

ranərisə sm. riso (lat. granum = grano + oryza = riso). Chicco commestibile, ottenuto da una pianta erbacea della famiglia delle Graminacee (Oryza sativa), che si coltiva in ambiente umido. Questo alimento, presente in Asia già nel VI millennio a.C., costituisce il cibo principale per circa la metà della popolazione mondiale e viene oggi coltivato in quasi tutti i paesi del mondo.

ranәscè vb. spazzare l’aia con la granata.

ràngətə agg. rancido (lat. rancidus).

ranghə sm. crampo (lat. cancrum).

ranghǝnatàurǝ sm. ranghinatore (fr. rang = fila, schiera). Detto anche rastiddǝ a ccavaddǝ (rastrello a cavallo) è una macchina agricola  impiegata principalmente per rivoltare e rastrellare il fieno tagliato prima della pressatura.

rangorə sm. rancore (lat. rancorem).

rangutanghə sm. orangotango. Dal termine malese orang-utan che designa tribù di cacciatori e raccoglitori della giungla, cioè, uomo della foresta.

raniddə1 sm. granello (lat. granulum = granello; pl. ranerrə).  ♦ Nu raniddə də selə = un granello di sale. 

raniddə2 sm. brufolo (lat. granulum = granello; pl. ranerrə).

rannə agg. grande, adulto (lat. volg. grandem). ♦ Tu sə pròbbətə u rannə də castə = sei proprio il grande di casa (ironico per rimbambito).

rannəceddə agg. grandicella.

rannəchelə sm. anello di pietra nel muro usato solitamente per legarvi le bestie da traino.

rannəciddə agg. grandicello.

rannezzàusə agg. altezzosa, boriosa. Chi fa ostentazione per lo più indisponente di grandezza.

rannèzzə sf. altezzosità, grandezza, arie. ♦ Sə dè tanda rannezzə = si dà tante arie.

rannezzusə agg. altezzoso, borioso.

ranognə sf. rana, ranocchio (lat. volg.  ranuncula = piccola rana → ranunculum = ranocchio).

ranonə sm. granturco, mais (lat. gran[um] +  onə).

ranuddə sm. granetto (lat. gran[um] + uddə). Grano di seconda scelta per gli animali.

rappə1 sf. grappolo d’uva (got. krappa = uncino).

rappə2 sf. grinza (germ. rappa = ruga).

rappìgghjə sm. pizzicore alla gola. Fastidiosa irritazione alla gola che stimola a tossire.

rapprəsəndè1 vb. presentare (lat. repraesentare = rappresentare). ♦ Vinnə ca tə rappresendə a sormə = vieni che ti presento mia sorella.

rapprəsəndè2 vb. rappresentare.

rapprəsəndè3 vb. significare. ♦ Ciacchə mə rappresendə chessə ràbbja tàwə? = che significa questa tua ira?

raràunə sm. scalino (lat. gradum = scalino + àunə). Primo

gradino davanti al portone di casa.

ràrəchə sf. radice (lat. volg. radica).

rariclə sf. graticola (lat. craticula).

rarinə sm. gradino, scalino (lat. gradum = scalino + inə). Àgghjə fetə a DDijə ca scì a ffənescə sobbə e rarinə də la chjissə rannə = ho fiducia in Dio che tu possa finire sui gradini della cattedrale. Non era raro vedere mendicanti su questi gradini. È un malaugurio lanciato da chi si augura di vedere qualcuno ridotto in miseria e quindi ad elemosinare. 

rasàulə1 sf. raschietto. Oggetto per pulire dal fango zappa vomero e scarpe.

rasàulə2 sf. radimadia (lat. volg. rasculum = strumento per raschiare). Oggetto a forma di spatola per raschiare dalla spianatoia i residui di pasta o farina.

rascelə sm. guanciale del maiale. Parte che va dal collo alla spalla dell’animale macellato .

rasckaturə1 sf. raschiatura, abrasione .

rasckaturə2 sm. raschietto. Era messo al lato di porte e portoni che serviva per togliere la mota dalle scarpe prima di entrare in casa.

rasckè1 vb. raschiare (lat. volg. rasc[u]lare).

rasckè2 vb. graffiare (lat. volg. rasc[u]lare).

rasckə1 sm. graffio (lat. volg. rasc[u]lum).

rasckə2 sm. debito (lat. volg. rasc[u]lum). È il raschio inteso nel senso popolare di prendere qualcosa e non pagare. ♦ “Tə l’è ddetə chiddə soldə?” – “Sinə, a rrasckə” = “te li ha dati quei soldi?” – “sì, a debito”, cioè, non ha pagato e non credo che pagherà mai”.

rasckətiddə sm. graffietto.

rasè vb. rasare (lat. volg. rasare).

ràsələ sm. rasiera (lat. rasilem = levigato, liscio). ♦ Quandə n’a fattə a ràsələ, tandə n’avè a cculmə = quanto ne hai fatto a rasiera, tanto ne avrai a mucchio. Chi fa qualcosa di negativo, deve aspettarsi una reazione uguale o peggiore. Corrisponde a: chi la fa, l’aspetti. ~ Il detto si spiega con l’usanza da parte del venditore di passare una striscia di legno per spianare grano, avena e simili contenuti in uno staio togliendone l’eccesso.

raspə1 sf. raspa (germ. raspon = grattare). Utensile a mano munito di denti, più grossi e rialzati che nelle lime, usato per la lavorazione di finitura dei legnami. ♦ S’awonnə accucchjetə la limə e la raspə = si sono uniti la lima e la raspa. Si dice quando s’incontrano due persone dal carattere difficile che non vanno d’accordo.

raspə2 sf. raspo (germ. raspon = grattare). Grappolo d'uva privato degli acini e, per estensione, anche grappolo d'uva.

raspulendə agg. ruvido, rasposo. ♦ Jè nu muirrə nu muersə raspulendə = è un vino un po’ rasposo.

rassəgnarsə vb. rassegnarsi (lat. resignare = togliere i sigilli, sciogliere, liberare).

rassəgnazzionə sf. rassegnazione.

rastə sf. vaso da fiori (gr. gastra).

rastəddè vb. rastrellare.

rastiddə1 sm. rastrello (lat. rastellum = piccolo rastrello).

rastiddə2 sm. tirabrace (lat. rastellum = piccolo rastrello). Bastone terminante in un ferro ricurvo per tirar via la brace dal forno.

rastiddǝ a ccavaddǝ sm. ranghinatore. Detto anche ranghǝnatàurǝ.

rasulə1 sm. rasoio (lat. volg. rasorium).

rasulə2 sm. orzaiolo. Infiammazione suppurativa delle ghiandole sebacee delle palpebre: si manifesta con la formazione di un piccolo nodulo duro e dolente alla pressione, e con edema della palpebra: si risolve per lo più spontaneamente.

rasulècchjә  sf. raschietto, radimaia. Diminutivo di rasàulә1-2.

rataviddə sm. nettatoio, rastrello (lat. rotabulum). Rastrello di tavola senza rebbi per pulire l’aia; usato pure dai muratori.

rattachesə sf. grattugia (fr. gratter + lat. caseum). Lett.: gratta cacio.

rattalàutə, rattaràulə sm. raschiatoio (fr. gratter + lat. lutum). Era messo al lato di porte e portoni e serviva per togliere la mota dalle scarpe prima di entrare in casa. Lett.: gratta fango.

rattarsə V. arrattarsə.   

rattè1 V. arrattè1.

rattè2 V. arrattè2.  

rattetə sf. grattata.

rattusə agg. impudico (lat. raptus). Il rattusə fondamentalmente è quella persona che approfitta di qualsiasi situazione per allungare le mani inteso come mano morta.

ravənesə agg. gravinese (pl. ravənisə).

Ravəssceddə np. Graviscella. Contrada agricola a pochi km da Altamura, nei pressi dell’ospedale “Perinei”.

rawù sm. ragù (fr. ragout).

Razzəjuccə np. Raziuccio. Diminutivo di Aràzzjə: Orazio.

razzendə V. arrazzendə.   

ràzzjə1 sf. grazia (lat. gratiam). ♦ Nan è ssandə də fè ràzziə = non è santo da fare grazie. Detto di persona non incline ad aiutare alcuno.

ràzzjə2 sf. epilessia. ♦ ‘Ngə pìgghjə la ràzzjə = gli prende l’epilessia, cioè, ha crisi epilettiche.

razzionə1 sf. orazione (lat. orationem). Verso la fine degli anni ’60 le preghiere si recitavano ancora in latino; è ammirevole lo sforzo dei nostri avi nel recitarle nel loro particolare latino. Ecco come viene trasformata l’Ave Maria: Avè Mmarì razzia plena, domənesstechə, benədittə tu ‘mmuglieribussə e benədittə fruttus ventrəstəjesə. Sanda Marì, la matrə də Ddìjə, ora pronòbbəsə peccatorəbbussə, nunghə e ttənorə mortissə nostrə, ammennə. Ed ecco, invece, l’originale: Ave Maria, gratia plena, dominus tecum, benedica tu in mulieribus et benedictus fructus ventris tui Jesus. Sancta Maria, mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in ora mortis nostrae, amen.

razzionə2 sf. razione (lat. rationem = calcolo).

rəbbaldè vb. ribaltare (lat. volg. re baltare = rovesciare).

rəbbattə1 sm. ribattitura. Punto con cui si cuciono due lembi ripiegati di stoffa.

rəbbattə2 vb. ribattere (lat. rebattere). ♦ Aspittə, stè rəbbattə nu fuirrə = aspetta, sta ribattendo un ferro.

rəbbəllarsə vb. ammutinare, ribellarsi (lat. rebellare = rinnovare la guerra).

rəbbləchè V. rəpləchè.  

rəbbusscè V. rubbusscè.   

rəbbusscetə V. rubbusscetə.  

rəbbussciarsə V. rubbussciarsə.  

rəcamatriscə sf. ricamatrice.

rəcamè vb. ricamare (ar. raqama = segnare con righe).

rəcapətè V. arrəcapətè. 

rəcàpətə1 sm. alloggio, abitazione (tardo lat. capitare).

rəcàpətə2 sm. rimedio. ♦ Nan zə jàcchjə rəcàpətə = non si trova rimedio.

rəcavè vb. ricavare (sp. recavar).

rəcchezzə sf. ricchezza (long. rihhi + suff. lat. itiam).

rəcchiàscənə spl. parotite, orecchioni.

recchiatostə1 smf. sordastro/a. Lett. orecchio tosto.

recchiatostə2 smf. avaro/a.

rècchjə1 sf. orecchio (tardo lat. [au]ricula). ♦ Da na rècchjə tresə, da l’altə jessə = da un orecchio entra, dall’altro esce. Non c’è peggiore sordo di chi non vuol sentire.

rècchjə2 spl. orecchie, versoio. Parte dell’aratro che rovescia e frantuma la fetta di terreno tagliata dal vomere.

rècchjə də prèvətə loc. orecchio di prete. Erba il cui  nome è

dovuto, forse, alla forma della foglia che ricorda vagamente un orecchio - che poi questa sia una caratteristica dell’orecchio dei preti è alquanto discutibile, così come discutibile è la connessione con la confessione, come se questa funzione sviluppasse l’organo. È curioso notare che in calabrese rìcchje ‘i prièviti sono le nostre orecchiette.

rəcchjəteddə sf. orecchietta (tardo lat. [au]ricula). Una specialità di pasta alimentare di grano duro a forma di piccolo orecchio.

rəcchjinə1 sf. orecchino (tardo lat. [au]ricula + inə).

rəcchjinə2 sf. bargiglio. Ciascuna delle appendici carnose rosse che pendono sotto il becco dei galli e di altri gallinacei, più sviluppate nel maschio che nella femmina.

rəcchjonə1 sm. ceffone (tardo lat. [au]ricula + onə). ♦ ‘Ng’è ddetə nu rəcchionə a tutta sullennə = gli ha dato un sonoro ceffone.

rəcchjonə2 sm. omosessuale (tardo lat. [au]ricula + onə). Varie sono le ipotesi circa il significato di omosessuale. Per alcuni sembra essere di origine napoletana e si ricollegano al periodo del viceregno (1503-1734) quando dalle navi, che attraccavano nel porto di Napoli, scendevano marinai spagnoli che usavano indossare grandi orecchini così pesanti da allungare il lobo dell’orecchio trasformando l’orecchio in orecchione. Se si pensa ai lunghi periodi di navigazione senza donne che favorivano rapporti omosessuali, il significato di “ricchiòne” è bell’e trovato. ~ Secondo altri deriva dal veneziano recion, lo schiavo di colore che, al tempo dei dogi, aveva l'obbligo di darsi sessualmente ai prigionieri nelle carceri veneziane; il suo arrivo nelle celle era scandito dal suono di un pesante campanello posto come orecchino causandone la deformazione dell'orecchio, da qui orecchione recion. ~ Per altri, infine, potrebbe derivare dal greco ricnodes = che si contorce in modo indecoroso, la qual cosa ricorda l’incedere dell’omosessuale.

rəcchjonə3 sm. orecchio, versoio. Parte dell'aratro costituita da una lamiera d'acciaio concava che rovescia e frantuma la fetta di terreno tagliata dal vomere.

rəcculè V. rucculè.

rəcəndè V. arrəcəndè.  

rəcəndetə sf. risciacquo (tardo lat. recentatum).

rəcerchə sf. ricerca (tardo lat. circare = fare il giro di, andare intorno a).

rəcesə sf. rassegna, ispezione (lat. recessum = luogo nascosto, nascondiglio).

rəcətè vb. recitare (fr. reciter → recitare).

rəcevə vb. ricevere (lat. recipere).

rəchemə sm. ricamo (ar. raqama = ricamare, tessere o fr. ricaume).

rəclamè vb. reclamare (lat. reclamare = gridare).

reclemə1 sf. pubblicità (fr. rèclame = richiamo).

reclemə2 sm. reclamo. Ricorso formale per una reale o presunta irregolarità a proprio danno.

rəcordinə sm. ricordino, piccolo dono (sp. recuerdo → lat. recordari).

rəcorrə vb. ricorrere (lat. recurrere).

rəcorsə sm. ricorso.

rəcottə sf. ricotta (lat. volg. recocta → recocere = cucinare una seconda volta).

rəcrəjarsə vb. ricrearsi (lat. ad recreare).

rəcuerdə sm. ricordo (sp. recuerdo → lat. recordari).